Obitus

Una produzione Compagnia Ucrìu

di Tiziana Bianca Calabrò e Eleonora Scrivo

Liberamente tratto da “La cura provvisoria dei tratti fragili” – Citta del sole Edizioni

con Renata Falcone

musiche originali Antonio Aprile

voce fuori campo Domenico Cucinotta

regia Basilio Musolino

consulenze artistiche Tino Caspanello, Giuseppe Muscarello, Serena Spanò

con il sostegno di Dracma Teatro

Sinossi

Obitus è una sfida. Quella di Vittoria, la protagonista, che si rivela all’improvviso nello spazio scenico.

È bella Vittoria, ha un volto antico, cerca qualcosa, dentro un tempo che a tratti sembra un conto alla rovescia, a tratti si dilata per poi dissolversi.

Dove sono finiti tutti?

In questa sua corsa disperata, Vittoria racconta, lo fa offrendo agli sguardi pezzi di sé, del suo corpo, del suo passato, della sua vita intima in cui nulla è come sembra, perché “delle vite degli altri non si sa niente o solo quello che vogliamo credere”. Fino alla rivelazione finale, in cui i frammenti si ricompongono, per poi ulteriormente frantumarsi, nell’incedere doloroso del suo vagare.

La definizione di femminicidio rischia di livellare ogni morte all’ interno di una contabilità e di una statistica.

Obitus indaga, invece, l’unicità irripetibile di ogni storia di donna uccisa dalla violenza umana, attraverso il racconto di Vittoria, bella, di successo, innamorata, ma ugualmente vittima.

Parla il corpo di Vittoria, letteralmente nelle sue parti anatomiche: ossa, lineamenti, fibre e sangue, molecole per cui passa la memoria del suo tempo, il ricordo di chi è stata, la dannazione di non essere più, il rischio di diventare un numero identificativo in un obitorio.

Note di regia

Uno spettacolo che ci costringe a spiare la vita di Vittoria dal buco della serratura. Testimoni di una parabola che può condurre solo alla tragica soluzione finale che ormai sempre più spesso incontriamo nelle cronache.

Le prove ci hanno condotto giorno dopo giorno a vivere il labirinto in cui la protagonista conduce la sua esistenza fatta di salotti e discorsi vuoti, di prevaricazioni, di una facciata da mantenere per il buon nome della famiglia e dell’azienda.

Nicola non può essere contraddetto, bisogna adularlo e farlo sentire importante, aiutarlo a superare le difficoltà sul lavoro e soprattutto sopportare i suoi scatti d’ira sempre più violenti.

Vittoria corre…

…scappa e viene raggiunta…

…cade e si rialza…

…ma forse il labirinto è truccato e non ha una via d’uscita.